Ernia del disco, artrosi del ginocchio, tendinopatie: un’indicazione alla volta, tra evidenze solide e prove ancora deboli
L’ozonoterapia è tra i trattamenti più discussi in ambito ortopedico e fisiatrico: proposta per l’ernia del disco, per l’artrosi del ginocchio, per alcune tendinopatie, viene spesso presentata come alternativa «naturale» o «minimamente invasiva» alla chirurgia o alle infiltrazioni tradizionali.
Come per molti trattamenti che si muovono ai margini della medicina convenzionale, la realtà scientifica è più sfumata di come viene raccontata.
Alcune indicazioni hanno un discreto numero di studi controllati a supporto, altre restano su basi molto più deboli, e la sicurezza dipende in modo critico da come e dove viene eseguita la procedura.
Cos’è l’ozonoterapia e come agirebbe
L’ozonoterapia consiste nella somministrazione controllata di una miscela di ossigeno e ozono (O2-O3), tipicamente per via intramuscolare, intradiscale (all’interno del disco intervertebrale) o intra-articolare, a seconda dell’indicazione.
Il meccanismo biologico proposto
Il razionale biologico si basa su un principio chiamato «precondizionamento ossidativo controllato».
A basse concentrazioni, l’ozono indurrebbe una moderata risposta ossidativa nei tessuti, capace di attivare percorsi antiossidanti endogeni, modulare il rilascio di citochine infiammatorie e migliorare l’ossigenazione tissutale locale.
Vale la pena percorrere le indicazioni una per una.
Ernia del disco lombare: l’indicazione con le prove più solide
Ernia lombare e dolore radicolare
Tra le applicazioni muscoloscheletriche dell’ozonoterapia, il trattamento dell’ernia del disco lombare con dolore radicolare — la classica sciatalgia da compressione nervosa — è quello che raccoglie il maggior numero di studi controllati e le valutazioni di qualità più favorevoli.
Una delle metanalisi di riferimento, pubblicata su Pain Physician, riporta una riduzione significativa del dolore e della disabilità dopo iniezione percutanea di ozono, sia per via intradiscale sia paravertebrale, con un profilo di sicurezza complessivamente buono se la procedura viene eseguita correttamente.
Alcuni studi di confronto a lungo termine, tra cui un trial di non-inferiorità pubblicato su The Spine Journal che ha confrontato l’ozono intradiscale con la microdiscectomia chirurgica, suggeriscono risultati comparabili in pazienti selezionati, con un tasso di complicanze inferiore rispetto alla chirurgia.
Gli studi sono spesso non in cieco, condotti su popolazioni selezionate, e non sostituiscono confronti randomizzati di alta qualità e ampia scala.
Tipo di ernia, entità della compressione e durata dei sintomi restano fattori determinanti nella selezione del paziente.
Artrosi del ginocchio: un’indicazione più controversa
Risultati sul dolore, ma prove ancora incerte
Per l’artrosi del ginocchio, il quadro delle evidenze è meno lineare.
Diverse metanalisi hanno riportato una riduzione statisticamente significativa del dolore rispetto al placebo o ad altri trattamenti infiltrativi, con alcuni studi che mostrano risultati paragonabili alle infiltrazioni di corticosteroidi o di acido ialuronico.
Tuttavia, una umbrella review pubblicata su Frontiers in Physiology ha valutato la qualità metodologica di tutte le otto revisioni disponibili sull’ozonoterapia per l’artrosi del ginocchio come «criticamente bassa» secondo AMSTAR2.
Pur esistendo segnali statisticamente favorevoli, la qualità complessiva delle prove non è ancora sufficiente per considerare l’ozonoterapia un trattamento di prima linea consolidato per l’artrosi del ginocchio.
Mancano inoltre protocolli standardizzati per dose, concentrazione e numero di sedute. Il miglioramento del dolore appare più consistente rispetto a quello della funzione articolare.
Tendinopatie e altre applicazioni
Una letteratura ancora limitata
Per condizioni come la tendinopatia rotulea, quella della cuffia dei rotatori e la sindrome del tunnel carpale, alcuni studi riportano miglioramenti del dolore e della funzione paragonabili a quelli ottenuti con infiltrazioni di corticosteroidi.
Si tratta però di un corpo di letteratura ancora limitato per numero di studi e dimensione dei campioni.
Servono trial randomizzati più ampi prima di poter considerare queste evidenze solide.
Sicurezza: la variabile più importante
L’ozonoterapia, se eseguita correttamente da personale esperto, con dosaggi e concentrazioni appropriati, presenta generalmente un profilo di sicurezza favorevole per le applicazioni muscoloscheletriche locali: paravertebrale, intradiscale e intra-articolare.
Gli effetti indesiderati più comuni sono lievi e transitori: dolore nella sede di iniezione, sensazione di gonfiore e stanchezza.
Esistono tuttavia rischi seri, sebbene rari, legati soprattutto a un’esecuzione scorretta della procedura o a vie di somministrazione diverse da quelle validate per uso muscoloscheletrico.
Rischi da conoscere
- Embolia gassosa: il rischio più temuto, concreto soprattutto con la somministrazione endovenosa diretta di ozono, pratica esplicitamente sconsigliata dalle principali società scientifiche internazionali di ozonoterapia.
- Complicanze neurologiche severe: documentate, seppur raramente, in caso di esecuzione impropria della procedura.
- Discite e danno alla radice nervosa: rischi specifici delle applicazioni discali, rari se la tecnica è corretta, ma da conoscere.
La scelta dell’operatore e del contesto clinico è quindi un fattore determinante.
L’ozonoterapia va sempre eseguita da un medico specificamente formato, in un contesto sanitario appropriato, con materiali e protocolli validati.
Il punto, in sintesi
- Ernia del disco lombare: esiste un numero relativamente consistente di studi controllati a supporto di un beneficio, sebbene la qualità metodologica non sia sempre elevata.
- Artrosi del ginocchio: esistono segnali di efficacia sul dolore, ma la qualità complessiva delle prove resta bassa e mancano protocolli standardizzati.
- Tendinopatie: le evidenze sono ancora preliminari e richiedono conferme da studi più ampi.
- Sicurezza: dipende dalla competenza dell’operatore e dal rispetto rigoroso dei protocolli. Un trattamento minimamente invasivo non è automaticamente privo di rischi.
L’ozonoterapia in ambito muscoloscheletrico
non è un trattamento unico, ma un insieme
di applicazioni con livelli di evidenza
molto diversi tra loro.
La domanda giusta non è «funziona
l’ozonoterapia?», ma «funziona per questa
specifica indicazione, in questo specifico
paziente, fatta da chi ha la competenza
per farla in sicurezza?»
Domande frequenti sull’ozonoterapia
L’ozonoterapia funziona per l’ernia del disco?
È l’indicazione muscoloscheletrica con il maggior numero di studi controllati a supporto, con risultati generalmente favorevoli su dolore e disabilità in pazienti selezionati. La qualità metodologica degli studi, tuttavia, non è sempre elevata.
L’ozonoterapia è efficace per l’artrosi del ginocchio?
I dati sono contrastanti: alcuni studi riportano una riduzione del dolore statisticamente significativa, ma le revisioni sistematiche più recenti giudicano la qualità complessiva delle prove disponibili criticamente bassa. Non è ancora considerabile un trattamento di prima linea consolidato.
L’ozonoterapia è sicura?
Se eseguita correttamente da personale medico formato, con dosaggi appropriati, il profilo di sicurezza per le applicazioni locali è generalmente buono. Esistono però rischi seri, anche se rari, legati a un’esecuzione scorretta o a vie di somministrazione non validate, come la somministrazione endovenosa diretta.
L’ozonoterapia può sostituire la chirurgia per l’ernia del disco?
In pazienti selezionati con caratteristiche specifiche dell’ernia, alcuni studi a lungo termine suggeriscono risultati comparabili alla microdiscectomia. Non è tuttavia un’alternativa universale: la scelta va sempre valutata caso per caso con lo specialista, in base al tipo e all’entità dell’ernia.
Quante sedute di ozonoterapia servono per vedere risultati?
Non esiste un protocollo standardizzato universalmente riconosciuto. Il numero di sedute, la concentrazione e la via di somministrazione variano in base all’indicazione clinica e al centro di trattamento. Questo è uno dei limiti attualmente segnalati dalla letteratura scientifica.
Bibliografia
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- Kelekis A, Bonaldi G, Cianfoni A, et al. Intradiscal oxygen-ozone chemonucleolysis versus microdiscectomy for lumbar disc herniation radiculopathy: a non-inferiority randomised control trial. Spine J. 2022;22(6):895-909.
- Lino VTS, Marinho DS, Rodrigues NCP, Andrade CAF. Efficacy and safety of ozone therapy for knee osteoarthritis: an umbrella review of systematic reviews. Front Physiol. 2024;15:1348028.
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