Cosa dice davvero la ricerca sul Plasma Ricco di Piastrine, tra promesse pubblicitarie ed evidenze scientifiche
È una delle domande più frequenti negli ambulatori di ortopedia. La risposta è meno semplice di quanto molti annunci pubblicitari facciano credere.
Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è una terapia biologica che utilizza una parte del tuo stesso sangue, ricca di piastrine e fattori di crescita, per essere reiniettata nell’articolazione.
L’obiettivo è ridurre il dolore e modulare alcuni processi biologici coinvolti nell’artrosi.
Ma può davvero fermare la malattia? La risposta, oggi, è: non possiamo ancora dirlo con certezza.
Cos’è il PRP?
Il trattamento è relativamente semplice. Si esegue un prelievo di sangue, che viene centrifugato per concentrare le piastrine. Successivamente il concentrato viene iniettato nel ginocchio.
Come si svolge il trattamento?
Le piastrine rilasciano sostanze coinvolte nei processi di riparazione e regolazione dell’infiammazione.
Cosa dice la ricerca sul PRP per l’artrosi?
Negli ultimi anni sono stati pubblicati moltissimi studi, e i risultati non sono tutti concordi.
Possibili benefici sul dolore e sulla funzione
Diverse meta-analisi di studi randomizzati mostrano che, in pazienti con artrosi lieve o moderata, il PRP può ridurre il dolore e migliorare la funzione del ginocchio per diversi mesi.
In alcuni casi, i risultati osservati sono superiori a quelli ottenuti con l’acido ialuronico.
Lo studio RESTORE: cosa ha dimostrato?
PRP contro placebo: il confronto scientifico
Uno dei risultati più rigorosi e importanti arriva dallo studio randomizzato controllato con placebo RESTORE, pubblicato su JAMA nel 2021.
Lo studio è stato condotto per rispondere a una domanda fondamentale: il PRP rallenta la perdita di cartilagine?
Nel trial, il gruppo trattato con PRP e quello trattato con placebo, una soluzione salina, hanno mostrato miglioramenti del dolore sovrapponibili a 12 mesi.
Inoltre, non è stata rilevata alcuna differenza significativa nel volume della cartilagine misurato con risonanza magnetica.
Il risultato principale: in questo studio, condotto con grande rigore metodologico, il PRP non si è dimostrato superiore a una semplice iniezione di soluzione salina, né per i sintomi né per la struttura dell’articolazione.
Perché gli studi sul PRP danno risultati diversi?
Come spesso accade in medicina, studi diversi danno risultati diversi.
Alcune revisioni più recenti, che includono un numero maggiore di trial, continuano a mostrare benefici sul dolore e sulla funzione rispetto al placebo.
Ma quando si valuta specificamente la capacità di rallentare realmente la perdita di cartilagine, l’evidenza resta contrastante e di qualità complessivamente bassa, con un alto rischio di distorsione nei singoli studi.
Anche per questo motivo, le principali linee guida internazionali sulla gestione non chirurgica dell’artrosi raccomandano moderazione nell’entusiasmo legato all’utilizzo del PRP, in attesa di prove più solide e uniformi.
Il PRP ricostruisce la cartilagine?
La risposta è no, secondo le prove attuali
Ad oggi non esistono prove solide che il PRP faccia ricrescere la cartilagine consumata.
Può contribuire a controllare i sintomi in alcuni pazienti, ma non rappresenta una cura definitiva dell’artrosi.
Chi può ottenere i risultati migliori?
Le evidenze suggeriscono che il PRP sembri essere più efficace in determinate condizioni.
Le caratteristiche più favorevoli
- L’artrosi è lieve o moderata.
- Il ginocchio conserva ancora una parte della cartilagine.
- Il paziente mantiene uno stile di vita attivo.
- Il trattamento è inserito in un programma completo di esercizio terapeutico e controllo del peso.
Il PRP sostituisce fisioterapia ed esercizio?
Assolutamente no. Nessuna infiltrazione può sostituire l’attività fisica regolare, il rinforzo muscolare, il controllo del peso corporeo e un’alimentazione equilibrata.
Attività fisica
Movimento regolare e adeguato alle condizioni dell’articolazione.
Rinforzo muscolare
Esercizi mirati per sostenere meglio il ginocchio.
Controllo del peso
Gestione del peso corporeo per ridurre il carico articolare.
Alimentazione equilibrata
Abitudini alimentari sane all’interno di uno stile di vita attivo.
Sono questi gli interventi che continuano ad avere il maggiore impatto sulla gestione dell’artrosi, indipendentemente dal fatto che si aggiunga o meno un’infiltrazione.
Attenzione alle promesse troppo belle
Tre affermazioni da non prendere per vere
- «Il PRP rigenera completamente il ginocchio».
- «Il PRP elimina definitivamente l’artrosi».
- «Il PRP evita sempre la protesi».
Queste affermazioni non sono supportate dalle attuali evidenze scientifiche. Diffida di chi le utilizza per convincerti a fare un trattamento.
Il punto, in sintesi
- Il PRP può ridurre il dolore e migliorare la funzione del ginocchio in alcuni pazienti con artrosi lieve o moderata, per un periodo limitato.
- Non esistono prove solide che il PRP faccia ricrescere la cartilagine o fermi la progressione dell’artrosi.
- Il trattamento va inserito, quando indicato, in un percorso che comprende esercizio, controllo del peso e fisioterapia, non come sostituto di questi interventi.
Il PRP può rappresentare un’opzione
terapeutica per alcuni pazienti
con artrosi del ginocchio.
Può ridurre il dolore
e migliorare la funzione.
Ma non è una cura miracolosa.
La decisione di utilizzarlo dovrebbe
essere presa insieme allo specialista,
valutando il grado di artrosi,
i sintomi, gli obiettivi del paziente
e le altre opzioni disponibili.
Bibliografia
- Bennell KL, Paterson KL, Metcalf BR, et al. Effect of Intra-articular Platelet-Rich Plasma vs Placebo Injection on Pain and Medial Tibial Cartilage Volume in Patients With Knee Osteoarthritis: The RESTORE Randomized Clinical Trial. JAMA. 2021;326(20):2021-2030.
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- Costa LAV, Lenza M, Irrgang JJ, Fu FH, Ferretti M. How Does Platelet-Rich Plasma Compare Clinically to Other Therapies in the Treatment of Knee Osteoarthritis? A Systematic Review and Meta-analysis. Am J Sports Med. 2023;51(4):1074-1086.
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